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venerdì 10 febbraio 2012

Concetta si pentì. I familiari la spinsero al suicidio, arrestati

maria concetta cacciolaMaria Concetta Cacciola si era tolta la vita in agosto ingerendo acido muriatico a Rosarno. Blitz contro il clan: arrestati il padre, la madre e il fratello: picchiarono e minacciarono la donna per farla ritrattare. 

«La persona di cui mi fidavo di più, eri tu, mamma, e per questo ti affido i miei figli. Di una unica cosa ti supplico, non fare l’errore mio.. a loro dai una vita migliore di quella che ho avuto io da te». Firmato Maria Concetta Cacciola. A Rosarno, per tutti, Cetta. È un brano della lettera indirizzata nel maggio scorso dalla moglie di un carcerato per mafia alla madre Rosalba, nella quale le confidava il peggiore dei peccati che si possan confessare nelle famiglie di ‘Ndrangheta: non il tradimento,peggio, passare il fosso, collaborare con la giustizia per una vita diversa per sé e figli. Cetta si era suicidata con l’acido muriatico dopo settimane tribolate nelle quali era rientrata in casa dei genitori per poter rivedere i figli. Ora la Procura di Palmi di Giuseppe Creazzo, la Dda dello Stretto e i Carabinieri hanno messo le manette ai polsi della famiglia: il fratello Giuseppe, il padre Michele e la madre Anna Rosalba. Maltrattamenti e induzione al suicidio le accuse mosse nei loro confronti dalla procura.

Dalle dichiarazioni di Cetta, in quel breve periodo tra l’aprile e il luglio 2011 in cui parlò degli affari della sua famiglia e del più ampio clan Pesce, sono scaturiti in una inchiesta parallela, “Califfo”, 11 provvedimenti nei confronti del reggente 33enne del sodalizio mafioso, quel Ciccio Pesce ‘U testuni’ arrestato in latitanza l’8 agosto passato, e di vari vari fiancheggiatori, tra i quali due operai edili specializzati nella costruzione dei bunker peri latitanti di cui è disseminata la campagna della Piana di Gioja Tauro. 

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