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domenica 29 maggio 2011

Il Patto che ci lega

Intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nella seduta comune del Parlamento in occasione della celebrazione del 60° anniversario della
Costituzione.Camera dei Deputati - 23 gennaio 2008.

- Ci sono date che rimangono consegnate alla storia del paese, scandendone in modo significativo il divenire: esse vanno ricordate e valorizzate al fine di coltivare tra gli italiani la coscienza del comune passato storico. Ma la data del 1° gennaio 1948 - il giorno dell’entrata in vigore della nostra Costituzione - è altro: perché ha segnato la nascita di qualcosa che ha continuato a vivere, è vivo e ha un futuro - una tavola di principi e di valori, di diritti e di doveri, di regole e di equilibri, che costituisce la base del nostro stare insieme animando una competizione democratica senza mettere a repentaglio il bene comune.

Il processo risorgimentale, il movimento per l’unità d’Italia, ebbe per compimento lo Stato nazionale, che assunse i lineamenti di uno Stato liberale ma senza il presidio di una Costituzione votata dai rappresentanti del popolo che prendesse il posto dello Statuto albertino concesso "per volontà sovrana". Fu - dopo la rottura autoritaria del ventennio fascista - con il voto e con la scelta repubblicana del 2 giugno 1946, che l’Italia unita giunse all’approdo del costituzionalismo.

Da allora si può ben dire - mi sia consentito di richiamare quest’espressione del messaggio da me rivolto al Parlamento nel giorno del giuramento - che "l’unità costituzionale" si è fatta "sostrato dell’unità nazionale". E’ tale convinzione che mi guida anche nel considerare il dibattito attuale sui temi istituzionali...

"(...)Quello fu il momento in cui l’aspirazione profonda del popolo italiano e delle forze politiche, che lo rappresentavano con senso di responsabilità, si immedesimò pienamente nella Costituzione (...)" - Dall'introduzione scritta da Gustavo Zagrebelsky in occasione del 60° anniversario della Costituzione Italiana.

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