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lunedì 29 marzo 2010

Usa, in corso due azioni legali contro il Vaticano


WASHINGTON - Nel pieno dell’offensiva statunitense sul tema della pedofilia nella Chiesa e dei vertici vaticani che l’avrebbero coperta, il Washington Post scrive che - proprio per accertare le responsabilità dei vertici cattolici - nei mesi scorsi due Corti di appello federali, in Oregon e Kentucky, hanno autorizzato azioni legali per abusi sessuali contro la Santa Sede.I legali del Vaticano hanno chiesto alla Corte suprema di esaminare l’appello per il caso dell’Oregon; entrambe erano a Washington due settimane, fa per esporre le rispettive argomentazioni. Per decidere se quello che è anche uno stato straniero, che gode quindi di immunità, possa essere processato in una causa statunitense.
Se la Corte suprema si rifiutasse di portare avanti il caso questa estate e lasciasse in vigore il verdetto delle Corti di appello federali, gli avvocati potrebbero iniziare a richiedere documenti arretrati e a convocare responsabili del vaticano. Nella vicenda dell’Oregon, i legali delle vittime hanno sostenuto che i preti nel mondo sono “dipendenti” del Papa, dei quali lo stesso Santo Padre è responsabile.
E sempre oggi un giornale svizzero, Le Matin Dimanche, scrive che la presidente della Confederazione elvetica, Doris Leuthard, vuole l’istituzione di una lista nera dei preti pedofili. “La Chiesa deve assumersi la sua parte di responsabilità - ha detto la presidente - che gli autori (degli abusi) siano laici o religiosi non fa alcuna differenza. Tutti sono sottoposti al Codice penale svizzero, senza eccezione”. E ancora: “E’ importante che i pedofili, che siano preti, insegnanti o che abbiano in un modo o nell’altro a che fare con i bambini, non possano più avere contatti con questi ultimi. La possibilità di tenere un registro centralizzato, come ne esiste già uno per gli insegnanti, deve essere discussa anche per i preti pedofili”.
E una difesa del Papa di fronte alla accuse di non aver fatto abbastanza contro la pedofilia viene dalla Chiesa anglicana, secondo cui non ci sono “motivi forti” per chiedere le sue dimissioni. “Il Papa non si dimetterà” ha detto l’arcivescovo di Westminster Vincent Nichols alla Bbc, “e francamente non c’è alcun motivo forte perché lo faccia. La realtà è che le cose stanno esattamente al contrario: lui è l’unico che ha affrontato questo genere di cose. verità è stato il cardinal Ratzinger a promuovere sostanziali mutamenti nel codice vaticano”, tra cui una corsia preferenziale per sospendere dall’ordine sacerdotale i preti pedofili.

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