
POTENZA - La violenza sessuale subita da Elisa Claps "è un dato sicuro": lo ha detto il consulente della famiglia della ragazza potentina, Marco Gallo, uscendo dalla chiesa della Santissima Trinità di Potenza, dove sta per terminare il terzo sopralluogo della Polizia scientifica. "I dati che sono stati raccolti -ha aggiunto Gallo - fanno pensare che sicuramente c'è stata violenza". Rispondendo alle domande dei giornalisti, il consulente ha spiegato che "dai fatti ufficiali è sicuro" che il 12 settembre 1993 Danilo Restivo - l'unico indagato per omicidio, violenza sessuale e occultamento di cadavere - "è sicuramente stato con Elisa. Ora bisogna vedere quando e dove l'ha lasciata". Il perito ha detto di non sapere "se ci sono tracce biologiche di Restivo sul corpo di Elisa e, comunque - ha concluso - non potrei rispondere".
Questa mattina sono stati fatti esami nel sotto tetto, poi gli agenti della Polizia scientifica hanno lavorato a lungo nel terzo piano della canonica della Santissima Trinità di Potenza, dove lo scorso 17 marzo sono stati trovati i resti della studentessa di cui si erano perse le tracce il 12 settembre 1993. Gli agenti della Scientifica (che stanno utilizzato anche il 'luminol' e il 'crimescope', utili a rilevare tracce di sangue) sono entrati nel terzo piano, accompagnati dal responsabile del centro culturale Newman, Rocco Galasso, il quale ha ribadito ai cronisti in attesa fuori dalla chiesa che lo stesso centro "utilizza, in condivisione con le altre realtà parrocchiali, locali al piano di accesso e al primo. Il terzo, ormai da numerosi anni, è adibito a deposito".
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Galasso ha anche sottolineato che "i soci del centro Newman, fin dai primi momenti dell'indagine, hanno sempre collaborato con gli inquirenti. E continueremo a essere a loro disposizione fino a quando, speriamo presto, non verrà fuori la verità sulla morte di Elisa Claps. Non è assolutamente giusto parlare di atteggiamenti omertosi da parte nostra. Comunque, devo ribadire che noi rimaniamo sereni, nella consapevolezza che, dal 1969, anno di fondazione, la nostra associazione ha sempre operato in maniera sana per contribuire alla vita sociale della città".
Rispondendo alle domande dei giornalisti su don Mimì, storico parroco della Trinità fino al 2008, quando è morto a 84 anni, Galasso ha detto che "chi, come noi, ha conosciuto tutti gli aspetti del suo carattere, continua a considerarlo come una figura spirituale di riferimento. Crediamo - ha concluso - che nei suoi confronti, in questi giorni, vi sia un eccessivo accanimento".
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